“Non uccidere. I preti e la guerra”: a Tempio un convegno sulla pace in tempo di conflitti

In un momento storico segnato dal ritorno della logica della forza sullo scenario internazionale, venerdì 30 gennaio la sala convegni della Palazzina Comando di Tempio ha ospitato il convegno “Non uccidere. I preti e la guerra”, organizzato dal Circolo Culturale Don Primo Mazzolari e dalle ACLI di Sassari. L’iniziativa ha posto al centro del dibattito il ruolo del clero negli scenari bellici e la costruzione della pace attraverso atteggiamenti di pace.

Nonostante le condizioni meteorologiche poco favorevoli e la complessità dei temi affrontati, la partecipazione è stata significativa. Tra i presenti si sono registrati il vescovo Mons. Roberto Fornaciari, il sindaco Gianni Addis, i vertici delle forze dell’ordine e, a testimonianza della rilevanza dell’evento, il vicecomandante del 152° Reggimento “Sassari” col. Giuseppe D’Agrosa, in rappresentanza del Generale Comandante della Brigata.

I lavori, coordinati dal presidente del “Mazzolari” di Tempio Paolo Sanna, sono stati introdotti dal presidente delle ACLI di Sassari, che ha illustrato le motivazioni alla base dell’iniziativa. La via tracciata è quella degli ideali pacifisti di don Primo Mazzolari, contenuti nel suo libro “Tu non uccidere”, e delle posizioni assunte dalla Chiesa nei secoli, fino alle più recenti dichiarazioni di papa Leone XIV e della Conferenza Episcopale Italiana.

Don Bruno Bignami, Direttore dell’Ufficio per i Problemi Sociali della CEI, ha ripercorso il pensiero pacifista di don Primo Mazzolari e l’evoluzione delle posizioni ecclesiali, ribadendo che la pace si costruisce con atteggiamenti di pace, non preparando la guerra.

Mons. Gian Franco Saba, Ordinario Militare per l’Italia, assente per altri impegni, ha inviato un video messaggio sul delicato ruolo dei cappellani in ambito militare, una presenza che incarna la complessità del rapporto tra fede e conflitto armato.

Sul piano accademico, i professori Gian Paolo Demuro e Marco Calaresu dell’Università di Sassari hanno analizzato rispettivamente la giustizia retributiva nella visione della Chiesa e il comandamento “non uccidere” come questione di rilevanza internazionale. Demuro ha esplorato la tensione tra giustizia per le vittime e imperativo evangelico della riconciliazione, mentre Calaresu ha mostrato come il precetto si intrecci con il diritto umanitario e le convenzioni sui crimini di guerra.

Particolarmente toccante l’intervento di don Antonio Addis, che ha riportato alla memoria la figura del canonico Francesco Doranti, cappellano pluridecorato durante la Grande Guerra e molto amato dalla comunità tempiese per la sua vicinanza ai soldati in trincea. Attraverso documenti inediti dell’epoca è emerso il ritratto di un uomo dal coraggio morale straordinario, fieramente antifascista e incapace di compromessi nella difesa dei suoi ideali di pace e giustizia sociale.

Nelle conclusioni, il vicepresidente Mario Medda ha anticipato il programma futuro del Circolo: una borsa di studio intitolata a Don Primo Mazzolari in collaborazione con Diocesi e Comune, convegni dedicati a Paolo Dettori e Giorgio La Pira, e una giornata sulla sicurezza organizzata insieme alle ACLI di Sassari.

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